... Buon Compleanno!!!
giovedì 23 agosto 2012
Embè, cosa cambia?
Nulla.
Se si sposa un'altra non cambia nulla. Nella mia vita.
Sarebbe stato più educato sposarsi non quella subito dopo di me, ma un'altra più avanti nella lista, però insomma il mio destino non cambia in nessun modo.
Catalano diceva che è meglio una donna bella, ricca, giovane e fortunata invece di una donna brutta, povera, vecchia e sfortunata.
E se uno sceglie l'alternativa peggiore, che ci puoi fare tu? La madre dei cretini è sempre incinta.
sabato 11 agosto 2012
Uscirsene
E' che proprio io agosto lo odio con tutto il cuore, anche quando andavo alle elementari mi infastidiva. Ok, forse alle elementari no, ma alle medie di sicuro. Non so organizzarmi e passo un casino di tempo a casa, finisce che mi si sballano del tutto gli orari, fa caldo da impazzire e dormire con il condizionatore è una tortura cinese, ci sono le zanzare e le blatte, insomma un mese del cazzo, decisamente.
Da ragazzina mi inquietava lo svuotamento della città, ora a dire il vero quel problema non c'è più, visto che siamo quasi tutti qui, incazzati neri ma qui. Andiamo a mare la mattina e torniamo a (non) dormire gratis dove dormiamo abitualmente. Meno male che da secoli per me l'estate finisce il 15 agosto, di fatto devo resistere un altro poco e poi per me inizia l'autunno. Mi frega il caldo bestiale fino a novembre, ma il 16 agosto io cambio assetto mentale, per la mia salvaguardia mentale, probabilmente.
In più, a peggiorare le cose, il Perfido, TRE ANNI OR SONO, mi cercò ad agosto, quando si dice che le disgrazie non vengono mai sole. Ora, il mio analista ha voglia a dire che sono sana, non lo sono, punto, se ne facesse una ragione. Oggi, non so quale malefico oroscopo, diceva che avrei avuto un ritorno di fiamma. Considerato che sono andata a letto con un po' di gente, non vedo perché io debba pensare soltanto a lui, intanto. Ma tant'è. Mi sono poi resa conto che le tre ore di mare che oggi ho trascorso, le ho passate nello stesso lido presso cui andai TRE ANNI FA, dopo aver ricevuto la mail del secolo, in cui il campione mi diceva di uscire insieme e blabla. Forse mi hanno dato lo stesso ombrellone. Quanti neuroni sprecati a ricordare cose inutili, e poi nel tema di magistratura non mi veniva in mente l'ottemperanza.
Io non ho pace. Non c'è niente da fare. E non ho pace mai, né a casa, né a mare, né con gli amici. Niente, zero. Secondo me, io non posso stare in vacanza. O forse dovrei partire, magari andando in una città che non conosco guarderei i musei e penserei ad altro. Ma in vacanza, qui, è impossibile. E infatti mi sono messa a scrivere del COPASIR, almeno produco.
E non so come uscirmene. L'analista, che sarà pure bravo, ma vabbè, dice che non mi sento amata. Quindi, andando al sodo, io aspetto il principe azzurro che mi salvi. Evvai, rassicurante. Sostiene anche che io abbia appiccicato l'etichetta "principe azzurro" addosso al Perfido, quindi in parte è pure colpa mia (lo dico che sono meno intelligente di quanto non sembri, come dice mio Cugino "Giovanna è bravissima coi libri, per il resto lassassi peddiri ca non è cosa so'" e non è laureato in psicologia, ma mi pare ci prende bene pure lui).
In realtà, non è che a me interessi il Perfido, mi è rimasto lui tipo ultimo modello, ma a me manca la dimensione affettiva del rapporto di coppia e stronzate varie. Bene. Quando ci penso, mi viene voglia di schiantarmi la testa muri muri. Perché io starò senza questa dimensione per molto tempo, e tutti giù a dire "MA NON LO SAI, GIOVANNA". Ok, allora riformulo. Temo che starò senza un uomo che mi voglia bene per molto tempo. Così dovrei andare esente da correzioni, anche se so che qualcuno mi direbbe che pur sempre non lo so, quindi non ha senso temere una cosa che non so, uno status che non so quanto durerà.
So anche che dovrei imparare a stare da sola, a bastare a me stessa. Non lo so se sto imparando, mi pare di no, so che mediamente io sono di pessimo umore. Sarà anche che sono precaria al lavoro, ho una dimensione professionale in fieri che a 33 anni fa solo incazzare, non ho un lavoro a cui aggrapparmi forsennatamente e che mi dia soddisfazioni, ma sta di fatto che io sono sempre scazzata.
Non so come uscirmene, questa è la cosa che mi atterrisce. Non so come fare. Il Perfido sarà già alla quinta fidanzata dopo di me, se gli si dice "Giovanna" quello risponde "Eh, chi?". Sarà pure un uomo problematico eccetera, ma sotto questo punto di vista è sicuramente più normale di me. Io non so, mi sarei dovuta scopare forse il tipo della piscina, o il collega che attualmente corteggia me insieme ad altre 10 ragazze, ma proprio non mi va. Ci esco con il collega, lo guardo e mi dico "Su, Giovanna, basta, finiamola con queste stronzate del sesso, del mi deve piacere eccetera. Metti la testa a posto e metti su famiglia con questo bravo ragazzo". Niente da fare. Allora penso che forse avrei dovuto tenermi il Ragazzo d'oro con cui sono stata 4 anni, ma ricordo che non ce la facevamo più e, comunque, mi avrebbe piantato lui, ad un certo punto. Quindi mi sembra di aver fatto le scelte giuste.
E allora perché sto sempre così? Senza pace.
martedì 12 giugno 2012
E' come una cellula. Piiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiccola.
E' da un po' che ci penso. Come definire quest'aspetto della mia vita? No, non è nemmeno un aspetto della mia vita. E' qualcosa che fa parte di me, ormai l'ho capito, è ineliminabile, quindi devo imparare a conviverci.
Non è un buco. Un buco è un'assenza, un vuoto. Io non trovo che sia un vuoto. Il vuoto può allargarsi, certo, ma io purtroppo so che la sua ricomparsa darebbe luogo ad un fenomeno diverso, ad un riempimento oltre i margini, oltre i confini, ad uno strabordamento, com'è sempre accaduto fino ad adesso.
"Io lo so che il Perfido prima o poi si sposerà, se e quando gli diagnosticheranno qualcosa si sposerà" "Tu te lo prenderesti, se tornasse da te?" "Spero di avere già una famiglia per allora e di dovergli dire di no. Se no, temo che me lo riprenderei" "Però, sei onesta". Quando una arriva ad essere così sincera al brunch di domenica e risponde in questi termini, non può definirlo un vuoto, non lo è.
Allora, mi sono detta, è una scheggia. Io non sono più quella di prima, è evidente. E' come se dentro di me, a tagliarmi trasversalmente, ci fosse una scheggia sottilissima, nera. E' entrata dentro e io non sono riuscita a liberarmene. Il mio analista direbbe che sono stata io a permetterle di penetrare così nel profondo, va bene, dottore, non è questo il punto.
Il punto è che io mi faccio tenerezza, molta. Perché anche se rido, scherzo, mi diverto, penso alla disoccupazione, esco la sera o studio, guardo i Tudor, faccio i concorsi eccetera, io so che non sono più la stessa. Non sono meglio o peggio di prima, sono solo un pochino più incazzata, disillusa, sfiduciata ed incline alla malinconia di prima, ma anche tutto questo sta scolorendo. Però io sento che ho questa scheggia dentro e so che un paio di amiche la vedono. O se non la vedono, la sentono, sanno che c'è. Sono brave a far finta di niente, non c'è più nulla da dire peraltro, ma sanno che c'è.
Però una scheggia non si espande o si rimpicciolisce. E' quella, di quelle dimensioni. Questa è una cosa diversa. Allora temo che sia più simile ad una cellula. Il rimando ai tumori c'è, ma non mi viene in mente niente di più similare.
Se devo studiare penale, pensare alle rogne universitarie, interrogare studenti o scrivere tre tracce al concorso, è una cellula sola, infinitesimale. Posso anche far finta che non ci sia, tanto è piccola, e credere di essere la stessa di prima.
Non appena si profilano maggiore libertà, meno cose da studiare, meno pensieri gravosi in mente, paf, ecco che che la cellula si moltiplica, mitosi si chiamava, mi pare. Esattamente. E quindi da una piccolissima "cosa" mi ritrovo a piagnucolare. Laonde per cui, è quasi meglio quando devo studiare da pazzi, se non fosse che mi stanco.
L'analista dice che se ci fosse un altro io non ci penserei più. Io trovo che il mio analista sia bravo, ma ottimista. Io posso anche credere (sperare) che prima o poi arrivi qualcuno per cui io la finisca quantomeno di nominarlo il Perfido, il che sarebbe già un successone. Sono passati quasi 6 mesi e io ancora lo nomino, è patetico, lo so. Sono patetica, meno male che non mi vedo da fuori.
Ma io temo sinceramente che quella cellula, dentro, me la dovrò tenere. Per sempre.
lunedì 30 aprile 2012
Sei stu-pi-da, è evidente
Che motivo hai, io dico, cazzo di giuda, che motivo hai di scrivere il nome ed il cognome di un uomo che non ti ama, non ti merita, non senti da 4 mesi, probabilmente si scopa già da chissà quando tutta la squadra di pallavolo femminile, su GOOGLE? Cosa speri di trovare? Un annuncio mortuario?
NO.
Si è iscritto su Twitter. Mh. Così può scrivere stronzate pure lì e aumentare ancora la sua nota dipendenza dalla tecnologia e da internet. Ed attraccare qualche 23enne che ha voglia di leggersi le sue menate ed, eventually, di farsi maltrattare da lui.
Meno male che questa brillante ricerca l'hai fatta dopo aver studiato la giurisdizione esclusiva e non prima, se no altro che sentenze della Consulta e del Consiglio di Stato sulla questione.
Sarà come dice il mio analista, che se ci fosse un altro uomo io a questo non ci penserei più. Ma dopo quanto tempo è lecito preoccuparsi? L'analista dice che vado bene. Mh, si vede.
E' incapacità di stare al mondo la mia, tutto qui. E tendenza al masochismo e all'autolesionismo. Io non so se mai dovessi incontrare un uomo, se questa mia incapacità si risolverebbe.
Analizzando il mio passato, ho sempre cercato uomini facilmente assoggettabili ed accondiscendenti. Tutti innamoratissimi di me e, inesorabilmente, mandati via. Io per chi mi distruggo? Per l'unico che non si è innamorato di me. Cliché duro a morire a parte, è evidente che c'è comunque qualcosa in me che non mi convince del tutto. Non escludo nemmeno che se il Perfido si fosse innamorato di me e io avessi cominciato a percepirlo tale, dopo un po' avrei piantato perfino lui. Forse saremmo durati un poco di più del solito per ragioni meramente carnali, ma anche lì, sarei arrivata a rompermi le balle, dopo un po', ma ci sarei arrivata, come sempre.
Ergo, c'è da trarre qualche conclusione. Il rapporto dei sogni non esiste, fattene una ragione, Giovanna. Se fosse arrivato il Perfido prima, non so se con il Fidanzato perfetto ci saremmo lasciati, mi sarei fatta ammazzare piuttosto che lasciarlo. Siccome però all'epoca ero ingenua, fiduciosa e viziata, insomma cretina, non ci pensai troppo a mollare. Solo dopo una si rende conto del tesoro che aveva per le mani. Certo non ce la facevo più e non so come avrei dovuto fare a recuperare voglia e stimoli che erano purtroppo esauriti, ma davvero non so come sarebbero andate le cose in una sliding doors di un paio d'anni.
E' inutile però dilaniarsi sul passato, il Fidanzato perfetto è felice con la sua nuova ragazza, che spero sia meno decerebrata di me. Io, pro futuro, traggo le seguenti verità da questa merdata di rapporto di coppia:
1. Non esiste il rapporto perfetto. Ferma restando questa consapevolezza, osservare rigidamente il punto successivo.
2. Mai più un uomo prevaricatore, prepotente ed egoista, per quanto bello possa essere (possa trovarlo io, rectius, mica stiamo parlando del David di Michelangelo col pisello più lungo) e per quanto bene possa vendersi. Mai più uno che se ti dicono che hai ricevuto una valutazione positiva dalla classe, al telefono ti dice "beh, certo, chissà come te lo sei conquistato il loro favore". Mai più uno che ti controlla la posta elettronica ed il cellulare di nascosto, per puntarti il dito contro. Mai più uno che non sa cosa vuole, ma sa farti tanto male, andando ex multis a dormire dalla tipa conosciuta in chat con cui ha trombato anni fa "ma siamo rimasti in buoni rapporti. No, non ti ho risposto al cellulare, mi stavo divertendo con gli amici. Certo che sono incazzato, non sei venuta a prendermi la sera, ho costretto mia madre con l'influenza a recuperarmi in aeroporto".
3. Rilassati.
4. Smettila di fare ricerche del cazzo su google et similia.
5. Considera l'idea che sei meno intelligente di quanto sembri. Forse anche meno di quanto pensi.
lunedì 23 aprile 2012
Sono da ricovero
Odio la C. della parola "Compleanni imminenti" quando apro la posta in hotmail.
Mi faccio un panino e poi chiedo un posto in un reparto di psichiatria locale.
Mi faccio un panino e poi chiedo un posto in un reparto di psichiatria locale.
mercoledì 18 aprile 2012
E magari...
... ha già un'altra. Domani capace neanche ci pensa che è il mio compleanno.
Quanto sono disperata, ma quanto.
Quanto sono disperata, ma quanto.
Domani
Domani, ossia fra tra ore, compio 33 anni.
Io lo so che ci penserò, ma non accadrà nulla. Non mi cercherà per dirmi buon compleanno.
Del resto, non me ne frega un cazzo degli auguri. Se uno vuole una scusa per sentire una persona, non aspetta che compia gli anni. Come, a fortiori, se uno ha una RAGIONE per cercare qualcuno, non ha motivo di attendere o di trovarsi lo scaciuni. Telefona e dice: "Ti devo parlare, ci prendiamo un caffè". Già l'anno scorso non diede segno, ed erano passate meno di tre settimane dall'ennesimo lasciarsi.
Io ovviamente non voglio gli auguri. E se non chiama per dirmi che si è reso conto di essere un coglione e che mi ama da morire, non ho motivo di sentirlo, sarebbe l'ennesima perdita di tempo. Solo che se una è confusa, è confusa, e non si rende conto di ciò che veramente desidera, di ciò che conta, non guarda oltre dopodomani.
Ma non vale la pena pensarci, o scrivere, o immalinconirsi, o farsi passare l'appetito, o non dormire, o ubriacarsi. Tutte cose che so tra stasera e domani notte accadranno, perfino più o meno in quest'ordine, forse con l'aggiunta di vomitare alla fine.
Dovrei fare come dicono i guru dai quali sono circondata. Proiettarmi nel futuro e non pensare più al passato.
Mh.
Mettiamola così, io cercherò di pensare al futuro. E domani penserò che se non mi sta cercando, in realtà, non mi interessa. Non sono gli auguri quelli che voglio.
E quello che voglio, lui non può darmelo.
sabato 7 aprile 2012
Tutto qui?
"Giovanna, mi scusi, io mi ostino a non capire perché lei voglia venire qui da me".
"Dottore, ho piagnucolato tutta la santa domenica, mentre l'Amica Cazzona si divertiva su un prato con un pugno di scioperati e dove avrei dovuto esserci anche io, se non mi fosse tornata l'ossessione del Perfido"
"Ma non è il Perfido il suo problema. E' che lei non si sente amata e, ogni tanto, si sente sola. Ha dato la forma del Perfido ad una lacuna, ma se ci fosse stato un altro uomo, lei mai e poi mai mi avrebbe telefonato. E ci aggiunga le bozze della monografia".
"Che c'entrano le bozze?"
"Lei si sente inadeguata. Sì sì, è contenta eccetera, ma c'è una coincidenza fra le bozze ed il Perfido. Quando trova due ripetizioni di filato, preferisce volgere il suo pensiero a qualcos'altro, mentre dovrebbe soltanto consultare un dizionario dei sinonimi e contrari e dirsi che, ogni tanto, un termine può sfuggire. Dovrebbe, anzi, dirsi brava per aver scritto 230 pagine senza che ci sia un rigo, in Costituzione, sul suo argomento".
Mh. Quindi tutto qui. Mi sento sola.
"Mi ci devo abituare, però, dottore, a questo sentirmi sola, perché non è che si risolva presto. Non è manco detto si risolva. Mica è scritto da qualche parte che io troverò un uomo con cui essere felice".
Il mio analista, che è furbissimo, ha cominciato a parlare di quella sua paziente CHE POI SI E' FIDANZATA, di quell'altra che, se non mi sbaglio, Giovanna, HA INCONTRATO UN TALE CON CUI E' FELICISSIMA, e poi, pensa te, c'è stata perfino quella con un disturbo della personalità che HA TROVATO L'AMORE.
Wow, ma tu non sei uno psicologo, sei un'agenzia per cuori solitari.
Vabbò va, ha ragione l'Amica Cazzona. Certe giornate, se la sfascia meglio lei, a darmi consigli.
martedì 3 aprile 2012
Succede
E' ancora vivo, lo sapevi, è da una settimana e più che le persone ci tengono ad aggiornarti sulla sua vita e sul suo coglionare in giro con qualunque buco gli passi davanti.
Per fortuna non avevi gli occhiali, così non hai potuto mettere benissimo a fuoco, certo era stravaccato in un ufficio nel quale tu sei entrata e lo hai riconosciuto dal primo passo, in qualche modo te lo sentivi che stamattina avresti fatto brutti incontri, del resto da quanto eviti Marco? Mica sei tutta scema, solo 3/4.
Lo hai guardato maluccio mi sa, certo non avevi l'aria rilassata, ma hai detto "Ciao Perfido" con tono asciutto. Poi certo hai pensato ai cazzi tuoi tutto il tempo, anche mentre parlavi di conventio ad excludendum con uno studente e vabbè, non mi si chieda troppo.
Santo trasferimento di dipartimento, santissimo. Finisci di correggere la monografia e studia per magistratura, non si sa mai nella vita, capace cambi lavoro e così la finiamo definitivamente.
Perchè di 'sto passo, davvero non te ne esci più.
Testa di minchia che non è altro.
domenica 1 aprile 2012
Autoanalisi
L'Amica Cazzona ha organizzato una gitarella in campagna con un pugno di amici, una cosa carina, si sparano minchiate, si mangiano panini e si beve vino, la giornata è bellissima.
Io sono a casa in pigiama, ho guardato la tv (la punta massima di interesse è stata Paolo Fox) e cazzeggio su internet.
Perché?
Boh. Sono stanca, ma non invalida (almeno fisicamente).
Da giovedì si parla di nuovo del Perfido e ieri sera c'è stata la ciliegina sulla torta. La zita o non si capisce cosa del Collega anziano ha ritenuto opportuno dirmi che la sua collega di stanza trova il Perfido un uomo davvero bello e, "ti devo dire, Giovanna, anche io lo trovo interessante".
"Mh. Scusa, Collega Anziano, in che modo questa comunicazione mi avrebbe tirato su di morale? Non la capisco" "La sua collega è una sfigata" "Ah". Ho avuto due minuti di dubbio se addurre un mal di testa fulminante e tornarmene a casa, ma mi sa che non mi avrebbero creduto. E non è adulto andarsene via perché ti è stata detta una cosa così.
C'è da chiedersi quanto sia adulto VENIRMI A DIRE una cosa così, o quanto sia gentile nei miei confronti, o opportuno. Ma tant'è, se una dà aria alla bocca dicendo cazzate nessun problema, se invece una reagisce coerentemente fa la figura della pazza, dell'infantile o della maleducata (per giunta). E quindi sono rimasta lì, a cercare di non pensarci, a sperare che la serata finisse presto.
E oggi, invece di essere a divertirmi con un'Amica che vuole il mio bene e certe cazzate non me le dice e che non ci resterà male se ho preferito restare a casa ad autocommiserarmi, ma al massimo si dispiacerà di avere come amica una demente, sono a casa a piangere in pigiama. Perché il Perfido non mi ha mai amato, né mi ha mai voluto. Non si capisce perché si sia trattenuto tanto tempo, ma la conclusione è che da due mesi non ci sentiamo e non mi ha mai cercato.
Non c'è niente che io possa fare. Al massimo posso chiedere alle persone di non parlarmene, di non nominarmelo, ma il punto è che io proprio non riesco a superarla questa cosa. Non capisco perché. Forse perché non ho avuto tumori in famiglia, ho sofferto poco per cose serie e quindi le cazzate diventano insormontabili. O forse è che ho paura, non so di cosa. Di restare da sola tutta la vita e di non avere mai più nessuno. Beh, certo, se sto a casa a piangere è garantito. Ma oggi proprio non riesco a pensare ad altro.
Il Perfido, invece, sarà in montagna. Con una. O con gli amici a divertirsi.
Io comincio a temere che da questa cosa non me ne uscirò mai. E me ne accorgerò quando avrò 45 anni, tipo. Toh, sono passati 15 anni.
Solo che nonostante qualunque linea di ragionamento mi induca a dire che sarebbe meglio uscire oggi, non riesco proprio a togliermi il pigiama di dosso.
venerdì 30 marzo 2012
Bestia
Ha salutato l'Amica Storica. Beh, ottimo, è a modo suo beneducato (pare le abbia sciancato una spalla, sempre lieve e leggero).
Io sto facendo il suo gioco. Io non so, ma ho una sensazione bruttina. Soprattutto so che ha ragione il mio analista, da cui torno giovedì. Finché non mi trovo un altro uomo, io sono a rischio. A prescindere dal fatto che il Perfido abbia un'altra, potrebbe già averla adesso, chi lo sa? Sono io che mi vado a rivedere le foto. Non ho vomitato, manco sto piangendo, penso solo che sono passati PIU' DI DUE ANNI. Questa cazzo di "storia" sta durando da agosto 2009.
Ok, non ho un uomo. Ho telefonato al Tipo che mi piace, reazione freddina, non mi si dica che non ci provato. Mi era sembrato di piacergli, mi sbagliavo. Anche il Perfido mi sembrava sano. Vado incontro a qualche abbaglio, evidentemente.
Non è facile uscirsene senza avere pronta l'alternativa che mi trascini fuori. Lo sapevo. Non pensavo lo sarebbe stato tanto.
Però ho me stessa. Se cedo, mi perdo di nuovo. Adesso leggo per un'oretta e poi ascolto la storia dell'arte da Giotto a Leonardo. E cerco di non pensarci più. E invece vedo di pensare che, anche se il Tipo ha reagito freddamente, come ho conosciuto lui, conoscerò altre persone.
Non esiste solo il Perfido.
lunedì 26 marzo 2012
Che dire
Oggi mi ha preso la nostalgia.
Quale sarà il motivo?
Il matrimonio a cui sono stata sabato, a cui ero stata palesemente invitata dallo sposo e non dalla sposa, che mi ha un tantino schifato tutto il tempo e manco c'è una foto a testimoniare la mia presenza lì? Ovviamente me ne fotte assai della foto, ma insomma, è indicativa della voglia della sposina a volermi in mezzo ai piedi. Ora, io capisco che l'ex di tuo marito, al tuo matrimonio, sia una figura difficile da gestire, ma presumo ne abbiate parlato prima della cerimonia, no? E allora dillo chiaro "non ti seccare, non ce la voglio in mezzo ai piedi", pace. Io mi risparmio 400 km e tu eviti un paio di sorrisi forzati e la fatica di scipparmi tuo marito non appena io mi ci avvicino (poco, per giunta). Tra l'altro, siimi grata: se non ci fossimo lasciati 10 anni fa, tu non ti goderesti il giorno più bello della tua vita.
La settimana scorsa è stata stressante ed io sono un poco stanca. Dover fare lezione a 60 km da qui ed essere carina perché un corsista mi piace, preparata perché certo non posso tenervi 10 ore a blaterare solo della Costituzione, intelligente e acuta nelle risposte perché devo dimostrare a voi - ma soprattutto a me stessa - che un posto all'Università me lo merito e sarebbe pure ora, non è stato facile. Manco sentire stamattina la Prof la quale mi dice che dovrei trovarmi un posto di lavoro (giusto), "Come ti senti per questo concorso in magistratura?", eh fosse facile, e dopo tre ore "Cara, ho un convegno giovedì dall'altra parte della regione, potresti andare tu al posto mio che io non posso? Ah, l'argomento? Nulla a che vedere con la tua ricerca". Mh. Io ci posso pure andare, ma non dovevo cercarmi un'occupazione? E domani arrivano pure le bozze della monografia, a cui sarebbe opportuno dare un'occhiatina.
Il tipo del corso, bah. Se la fa con una corsista che gli mette firma, una arrogante di quelle che mi parlano di sopra ed io, in queste situazioni, tendo a battere in ritirata. Non mi tiro i capelli nell'arena con un'altra, mi chiamo fuori. Mi era sembrato di piacerti, ma non stai facendo un passo, pur avendo tutti i miei recapiti. Da che mondo è mondo, dovresti essere tu a cercarmi, io non posso, tesoro. Non voglio nemmeno correre il rischio che tu vada in giro a dire che ci provo o altre amenità, al massimo posso fare un passo dopo il tuo esame, quindi se ne parla a giugno, non prima. Il punto è: ma non ti piacevo? Pare di no.
Il Perfido non mi cerca. Beh, meno male, lo so. Però... "Giò, non è che torna?" "No, Amico belloccio, non penso che torni a questo giro, ma perché mi chiedi? Sai qualcosa che non so?" "No, no, è che..." "E' che...?" "Ho conosciuto delle tipe e mi hanno detto che lo conoscono e che lui sta facendo un po' il coglione in giro, il provolone, e quindi io ...". Non ho sentito oltre. Mi sono poi concentrata sui Tudor e su altro, però so di avere un neurone che ci pensa. Uno solo, sperduto come la particella di sodio dell'acqua Lete, ma so che un neurone ci pensa. E si sbatte la testa muri muri, ancora adesso.
Chiamo l'analista, mi sa che è stato troppo ottimista quell'uomo.
martedì 6 marzo 2012
Soprattutto per questo, ormai
Ti odio, anche se l'analista dice che non abbiamo più motivo di vederci.
"Giovanna, ormai lei è uscita dal circuito ossessivo che la attanagliava. Adesso ha le normali preoccupazioni delle sue coetanee, con un lavoro precario e senza un uomo".
Ecco, magari senza questa chiosa finale io sarei stata meglio, ma vabbè, dottore, lei ne è proprio convinto? Pare di sì, ok.
Piantata pure dall'analista.
Io, però, caro il mio Perfido, continuo ad odiarti. Perché quando certi soggetti mi fanno capire che una scopata se la farebbero volentieri con me, a me vengono i dubbi. Forse dovrei. Ma no, vaffanculo. Eppure, chissà, qui da quanto non si batte chiodo? E chissà per quanto non si batterà... Forse non dovrei chiudermi. Sì, ma io mi rompo le balle perfino a cambiarmi, figurati trombare. E poi quando ho voglia io, mica lo posso chiamare questo qui. Quindi non è manco equo. Epperò...
Cazzo. Ci fossi stato tu, non mi sarei nemmeno posta il problema e avrei tradotto il prin in santa pace.
Sicché ti odio, tesoro mio.
Finché non ne pesco uno nuovo con cui si possa andare d'accordo, almeno a letto.
lunedì 27 febbraio 2012
E' normale pigli così
E' proprio inspiegabile come mai ogni tanto mi pigli così male, ma così male. Poi ovvio che combino cazzate, piccole ormai, per carità, ma niente che migliori il mio umore.
Sono entrata nel facebook dell'Amica Cazzona per andarmi a vedere le foto. Mh. C'è lui sulla neve. "Minchia, con la tendenza ad ingrassare che ha, sembrerà l'omino della Michelin. E poi hai sentito dei turisti bloccati? Pensa che potevi essere fra di loro, con lui incazzato nero che doveva salvare i destini del mondo dal lavoro e invece si trovava fermo in montagna, con te. Invece di pensare a trombare, te l'avrebbe perfino fatto pesare". Tutto vero.
Io però sto qui a chiedermi "ma a lui io non manco?". No, evidentemente. O non abbastanza da voler stare con me. Non abbastanza da fare un passo verso di me. E, appunto, la sua vita va avanti, va in montagna, avrà già un'altra, un copione noto ai più, ormai, sarà il terzo giro. Io niente di tutto questo, solo che a me di andare in montagna me ne frega poco e non mi interessa trovarmi il primo tontolone che passa per strada.
E devo abituarmi, perché dopo una cosa come questa, resterò sola, a lungo.
Abituarmi anche a momenti come questi, che poi passano.
Quando?
giovedì 23 febbraio 2012
Non ne fanno più così
Io: "Scusi, Professore..."
Prof. di diritto civile, al cui cospetto ancora mi tremano le gambe, sto per farmi la pipì addosso e dire che mi sono laureata 8 anni fa, in qualche modo superai anche gli esami con lei e, da allora, lavoro con una Prof non esattamente tonta o "facile".
C'è il problema che io il diritto civile proprio non lo capisco. Se lo capisco, capita talvolta, allora non me ne frega niente. E il corso che sto seguendo è un po' carente, proprio in questa materia. Quindi io, che sono furbissima, che penso? Di seguire di nuovo lei, che più di dieci anni fa ci aveva visto giusto e faceva quelle lezioni in maniera tale che veniva la curiosità di sapere come andava a finire. A parte lo spasso degli insulti ai giudici che non hanno la più pallida idea di cosa stiano scrivendo e i "questo non lo scrivete in un tema per magistratura, che tanto non vi capiscono". Apposto. E mi dimostrò che le crisi di panico esistono, dandomi così modo di sgamare quegli studenti che dicono di avercene una in mia presenza (tzè, pivellini).
Prof: "Sì, mi dica"
Io: "Forse la disturbo, magari preferisce che io venga al ricevimento?"
Prof: "No, non si preoccupi, mi dica, ma faccia presto"
Io: " Ecco, Prof, lei non si ricorderà di me, ho fatto esami tanti anni fa"
Prof: "Io invece penso proprio di ricordarmi di lei. Si chiama xxx, giusto?"
Ora, io dico. Non si ricorda di me per il mio esame fantasmagorico, anzi, feci scena muta. Né recuperai in maniera particolarmente brillante. Si ricorda di me per una serie di coincidenze e perché non è un uomo normale, dall'intelligenza normale.
Però, per qualche motivo, questa cosa mi ha emozionato.
lunedì 6 febbraio 2012
Non sai a cosa vai incontro
Orsacchiotto: "Sì sì, ci vedremo, verrò più spesso in città, vorrei conoscerti meglio"
Io: "Ah. Beh ok"
Orsacchiotto: "Non spaventarti, eh"
[No no, io mica mi spavento per me, caro il mio orsacchiotto conosciuto in piscina. Io mi preoccupo per te. Io ho brutalizzato praticamente tutti i ragazzi con cui ho avuto a che fare, tranne uno, che invece ha polverizzato me, ma questo è un altro discorso che non è il caso di intraprendere.
Ora io ho più di 30 anni e, più o meno, mi conosco. E so che io e te potremo prenderci litri di birre e vino insieme, potremo parlare di New York fino allo sfinimento, potremo guardare centinaia di film.
Ma so già che non avrò voglia di venire a letto con te, il che impedisce qualunque altro sviluppo, su questo non ho mai sbagliato fino ad adesso. Io posso pure vederla l'anima, ma prima di tutto devo avere voglia di toglierti (e togliermi) i jeans. E questa voglia non passa attraverso l'anima, che sarà pure bellissima. Segue altre vie, che io so riconoscere. Qualche scopata mal riuscita prima di diventare l'ameba che sono adesso mi ha chiarito parecchio le idee. Se una fa esperienza, almeno ne fa tesoro, no?
Se mai finiremo a letto insieme (cosa che mi sento di escludere), sarà una mia resa momentanea o i due giorni di ovulazione. E dovrò scusarmi con te l'indomani, facendoti lo squallidissimo discorso che è stato un errore, un momento di debolezza e blabla, quindi eviterò proprio di venire a letto con te.
Però, se sei comunque interessato, possiamo diventare amici, mi stai simpatico. Ma non ti illudere, io le papalate che dice la mia Compagna di Banco sul "prova, vedi, non si sa mai, da cosa nasce cosa" "ma cosa dovrebbe nascere da 0 attrazione, scusa? Sempre 0 fa" non me le bevo proprio].
Io: "Figurati"
sabato 4 febbraio 2012
Non è il Perfido
Meglio.
Che il tipo della piscina non sia il Perfido può solo deporre bene. E poi è simpatico, c'è spazio per un amico in più.
venerdì 3 febbraio 2012
Lei dorme troppo
"Sì, dottore, lo so che dormo troppo"
"Eh. E non va bene, Giovanna. Lei può dare la colpa al Parlamento, al Governo, alla mia generazione e a quella che mi ha preceduto, alla disoccupazione eccetera. Ma lei dorme, troppo. E non ha diritto, una che dorme così, anche se triste, di dire che lavoro non ce n'è. Cambi mentalità. No, no, no, no. Dice sempre no. Si alzi la mattina, intanto. E poi cambi approccio".
Minchia, non so cosa sia più difficile, però torto torto non ne ha.
Alzandomi presto la mattina studierei il doppio. E se questo tentativo è velleitario, alzandomi intanto lo diventerebbe di meno e poi accumulerei preparazione per il prossimo concorso, oltre al fatto che quando mi restituiscono la beneamata monografia dovrei correggerla in tempi rapidi e non posso permettermi di fare solo una cosa, con la disoccupazione - appunto - che c'è in giro.
Secondo "problema".
Ho visto i fuochi da sola. Gli altri due anni (due, non dieci, eh) qui c'era il Perfido, per un motivo o per un altro, i fuochi se li vedeva comodamente da casa mia, mica nella bolgia. Anche se la battuta dell'Amica Storica dell'altra volta mi ha messo di buon umore "Miodio, io lo so che finirò a farvi da testimone. Sì, sì, testimonio, testimonio. Poi ti difendo nella causa di divorzio, però, ma intanto testimonio", oggi non ho potuto non pensarci (tzè, come se avessi bisogno di un episodio, per pensarci). Forse ci ha pensato pure lui. Io direi di ripensare anche all'indomani, quando mi mollò a casa per tutta la sera perché preferì uscire con la collega triste, vedere con lei il film che avrei voluto vedere io, vedere la Vara che avrei voluto vedere io e, toh, ricordarsi della mia esistenza solo all'una di notte passata.
Mettiamola così. Non ha funzionato.
Adesso mi piglia ogni tanto il dubbio che sia stata colpa mia, che lo abbia sovraccaricato troppo, che sia stata troppo pesante. Poi penso alla volta che gli ho chiesto se potevamo stare insieme via mail e lui ha risposto di no. O a quella volta dopo essere stati a letto insieme e ha detto no. O a quando tornato da Roma gli ho chiesto se era innamorato di me e lui ha risposto "non lo so", dopo diversi lunghi minuti di silenzio.
Adesso mi piglia ogni tanto il dubbio che sia stata colpa mia, che lo abbia sovraccaricato troppo, che sia stata troppo pesante. Poi penso alla volta che gli ho chiesto se potevamo stare insieme via mail e lui ha risposto di no. O a quella volta dopo essere stati a letto insieme e ha detto no. O a quando tornato da Roma gli ho chiesto se era innamorato di me e lui ha risposto "non lo so", dopo diversi lunghi minuti di silenzio.
E quindi, Giovanna, non è colpa di nessuno. E' colpa della cosa in sé, che non ha funzionato. Terza persona singolare. Con l'ex dolcissimo, innamoratissimo, bravo in cucina e con i bambini, la cosa funzionava più che bene, ma poi è finito l'amore. Ed eventualmente è su quella storia che c'è da schiantarsi la testa muri muri, perché qui con il Perfido amore non ce n'è mai stato, quindi non può finire una cosa che manco è iniziata, se non unilateralmente. Con l'ex perfetto l'amore c'era da ambo i lati, cosa poi sia accaduto non è dato sapere, ma è passato troppo tempo, lui è felicemente fidanzato con un'altra e quando vedo le loro foto su fb sono contenta per lui che se la merita, e contenta per me, perché la sua aria innamorata da pesce lesso mi dà sui nervi (atteggiamento che conferma che, anche con l'ex perfetto, ho fatto la scelta giusta). Con l'ex emigrato a Londra funzionava così così, poi lui ti mollò e te ne sei fatta una ragione.
Quelli di prima o dopo non me li ricordo e manco contano tanto, principalmente c'è gente che ho brutalizzato o con cui mi sarei dovuta soltanto divertire, ma io che ho un po' di gusto per il melodramma, finivo per piagnucolare.
Il futuro mi spaventa. Eh. E che ci possiamo fare. Stando a letto, però, non cambia molto.
Alla fine, anche l'operaio dirimpettaio oggi ha fatto filosofia. "Scusa, tu e Marco vi alzate alle 4.30 del mattino del 4 febbraio per andare a fare pesca subacquea??? Ma siete malati" "E' che quando c'è una passione, Giovanna, non lo senti il sacrificio" "Ma siete solo voi due?" "No, siamo in tre, io, la mia disperazione e Marco" "Ah, ecco".
Devo appassionarmi al diritto civile.
(Ah ah, lo so cosa stai per dire, ma stavolta sei fregata).
O alla prospettiva del lavoro da magistrato.
martedì 31 gennaio 2012
Mi sa
Mi sa che stavolta, forse, è davvero finita.
Non ci sarà più il brivido di scaricare la posta elettronica, leggere il suo nome e cognome, immaginarsi una qualunque dichiarazione romantica che comprenda, come minimo, le due frasi "Scusa, sono stato un vero coglione" e "Ti amo", per poi invece leggere "Bando per 30 posti di vattelapesca in Nuova Zelanda" senza manco un ciao di accompagnamento, si ricominciava dal mio "Grazie" di risposta.
Quante volte l'ho scritto o detto o pensato che è finita? Meglio non pensarci.
Peccato queste mie uscite comiche involontarie: "Toh, la macchina del Perfido. A t'a spaccassi co' cric". "Buongiorno dottoressa" "Uh, cough cough, (sorrisino imbarazzato d'ordinanza), buongiorno professore". Eh vabbè, il professore di matematica finanziaria sa che un'assistente di quelle che fanno un diritto odia il proprietario della clio verdina.
Ora c'è una incombenza nuova.
Io mi sa che piaciucchio al tale della piscina e questo tale si è prenotato per sabato. E io già da adesso vedo che non ho voglia. Ma da qui a sabato immagino sarebbe sano farsi venire 'sta voglia di uscire di casa, con un ragazzo. L'analista penso mi ci accompagna all'appuntamento e mi ammanetta al tavolo.
Sarà pure finita, ma lo odio, lo odio sopra ogni cosa.
E mi sa che se c'è tutto 'sto odio...
giovedì 26 gennaio 2012
Siamo nella merda, è evidente
"Senti, vuoi uscire con me e l'amico mio? Glielo dici anche all'Amica Storica, ci beviamo una cosa, dici che sei triste, magari ti tiriamo su"
"No, grazie, [Collega anziano e bellissimo, collega con cui solo da poco tempo - dopo 8 anni di colleganza - finalmente ho un rapporto di confidenza e fiducia, collega che ti sciroppi i miei discorsi sul sentirsi sola "anche io mi sento solo, ogni tanto "solO, non solA" "è diverso?" "molto" "mh, se lo dici tu", insomma collega che se me lo avessi detto 3 anni fa di uscire un anonimo giovedì sera sarei uscita pure con la bufera], facciamo un'altra volta"
"Perché?"
[Perché non sono più la stessa. Perché quell'uomo mi ha tolto l'entusiasmo, tutto. Perché ho solo voglia di stare sul divano a rincoglionirmi con il vino e fare zapping tra un film demente e uno ancora più demente, scoprire che come unico risultato mi sale il mal di testa e quindi poi rivolgermi all'amato stilnox, dio abbia in gloria l'inventore dello stilnox. Perché non mi riconosco più e non ho niente di interessante da dire. Perché ho paura e stare sul divano con la copertina mi conforta. Perché all'una di notte starò a piagnucolare indecisa se guardarmi le foto malefiche di due anni e mezzo buttati e decidere che è meglio di no, ma non per altro, se le guardo finisce che vomito e non è un bel segnale che una arrivi a vomitare, dice l'analista. Perché l'ho visto stamattina in facoltà e, per quanto lo abbia trovato peggiorato e l'Amica Storica abbia specificato "quei gilettini manco mio nonno li metteva più", mi è venuto il nodo allo stomaco e la nostalgia, non so di che, ma tanta nostalgia. Perché è una cosa insuperabile questa del Perfido, ed è vergognoso, perché insuperabile è un tumore, non un amore non corrisposto. Perché, guarda, manco me la merito questa fortuna di avere te, l'Amica Storica e l'Amica Cazzona che state a sentire i miei sproloqui e quindi mi vergogno perfino un po', di questa fortuna].
"Sto traducendo una cosa, non so quando finisco"
"Ok".
Com'era la cosa del cammello e la cruna dell'ago?
Brutti incontri, stamattina, in Facoltà.
"Amica Storica, so che non dovrei chiedertelo..."
"Mh..."
"...però, secondo te..."
"... [L'Amica Storica, nel frattempo, fa il gesto della maga che accarezza e scruta la sfera di cristallo]..."
"...il Perfido tornerà?"
"Giovanna, basta, non ti posso più sentire fare questa domanda"
"Lo so, lo so [metto gli occhioni alla gatto con gli stivali]"
"Tornerà, al solito suo, come è sempre tornato"
"Ossia mandandomi un bando per un concorso?"
"Eh, tipo. E tu ti prenderai la tua soddisfazione, che poi dico, te la sei già presa, per quanto sia soddisfacente"
"Mh"
Telefono all'Amica Cazzona.
"Ciao, posso lucrare due minuti? Grazie. Ho visto il Perfido poco fa e chiedevo all'Amica Storica se tornerà"
"Guarda, è più probabile che Clive Owen ti plani sulla terrazza da una mongolfiera"
"Beh, siamo a cavallo, mi pare"
"Scusa, se torna, torna al solito suo, no?"
"Sì"
"E a te faceva stare bene, ti piaceva il suo modo di stare con te?"
"No, alla fine voleva stare con me tre ore a settimana"
"E quindi vogliamo che torni?"
"Sì"
"MA COME??? COSA SEI, SCEMA???"
"Io voglio che torni, però poi io gli dico "Scusa, sto con Clive Owen che mi è planato dalla mongolfiera in casa, non posso"
"Sai che ti dico? Fai come me. Buttati sul pannolenci"
"Amica Storica, so che non dovrei chiedertelo..."
"Mh..."
"...però, secondo te..."
"... [L'Amica Storica, nel frattempo, fa il gesto della maga che accarezza e scruta la sfera di cristallo]..."
"...il Perfido tornerà?"
"Giovanna, basta, non ti posso più sentire fare questa domanda"
"Lo so, lo so [metto gli occhioni alla gatto con gli stivali]"
"Tornerà, al solito suo, come è sempre tornato"
"Ossia mandandomi un bando per un concorso?"
"Eh, tipo. E tu ti prenderai la tua soddisfazione, che poi dico, te la sei già presa, per quanto sia soddisfacente"
"Mh"
Telefono all'Amica Cazzona.
"Ciao, posso lucrare due minuti? Grazie. Ho visto il Perfido poco fa e chiedevo all'Amica Storica se tornerà"
"Guarda, è più probabile che Clive Owen ti plani sulla terrazza da una mongolfiera"
"Beh, siamo a cavallo, mi pare"
"Scusa, se torna, torna al solito suo, no?"
"Sì"
"E a te faceva stare bene, ti piaceva il suo modo di stare con te?"
"No, alla fine voleva stare con me tre ore a settimana"
"E quindi vogliamo che torni?"
"Sì"
"MA COME??? COSA SEI, SCEMA???"
"Io voglio che torni, però poi io gli dico "Scusa, sto con Clive Owen che mi è planato dalla mongolfiera in casa, non posso"
"Sai che ti dico? Fai come me. Buttati sul pannolenci"
mercoledì 25 gennaio 2012
Vi odio, aziende che fate le statistiche
"Buonasera signora"
"(Parti male se inizi con signora. Ok che ormai alla posta, alla banca, i ragazzini quando mi chiedono l'accendino, insomma tutti mi chiamano signora, però pure per telefono butta pesante. Ma io, poi, non mi ero iscritta al registro pubblico delle opposizioni? Non avevo terrorizzato quelli di fastweb? Io ho voglia di litigare con questa tipa qui che, poveraccia, avrà magari un master e parlerà capace anche il giapponese? Non so, vediamo come si mette) - Buonasera"
"La chiamo per conto dell'Azienda xxx, stiamo facendo un sondaggio sui locali di ristorazione. Posso disturbarla?"
"(Eh vabbò, tanto io mi rompo proprio le balle con il divieto di patto commissorio. E poi questi forse manco lo devono guardare il registro pubblico, non so, mi interroghi a fini commerciali? Faccio prima a rispondere) - Prego"
"Dovrei intervistare un uomo fra i 20 e i 30 anni. Vive con lei?"
"(MAGARI guarda. 29 sarebbe l'ideale, anche 30 mi accontento) - No, nessun ventenne"
"Un uomo fra i 30 e i 40?"
"(Andrebbe pure bene, se poi fosse Clive Owen figurati. Quanti anni avrà Owen? Noto con piacere che il Perfido sta nella fascia older, lo diceva mia madre che di lì a poco saresti caduto a pezzi) - Nessuno, mi spiace"
"Un uomo fra i 40 e i 50?"
"(La presente telefonata comincia ad assumere un tono tra il triste, il deprimente e l'insultante. O magari no, ho la voce di una soddisfatta che vive con un 30-35enne mille volte meglio del Perfido. Mi sa che però stiamo prendendo una brutta calata, meglio interrompere, forse era perfino meglio litigare ab initio, almeno il patto commissorio non ha implicazioni di questo tipo.) - Guardi, ho 32 anni e vivo sola, vado bene uguale?"
"Uh, per le donne cercavo la fascia 20-30, mi scusi per il disturbo"
"(E' deciso. Ti odio.) Si immagini, buonasera. (Se mi richiamate, scrivo al Garante della Privacy e vi faccio mandare a zappare. In Siberia)".
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