L'Amica Cazzona ha organizzato una gitarella in campagna con un pugno di amici, una cosa carina, si sparano minchiate, si mangiano panini e si beve vino, la giornata è bellissima.
Io sono a casa in pigiama, ho guardato la tv (la punta massima di interesse è stata Paolo Fox) e cazzeggio su internet.
Perché?
Boh. Sono stanca, ma non invalida (almeno fisicamente).
Da giovedì si parla di nuovo del Perfido e ieri sera c'è stata la ciliegina sulla torta. La zita o non si capisce cosa del Collega anziano ha ritenuto opportuno dirmi che la sua collega di stanza trova il Perfido un uomo davvero bello e, "ti devo dire, Giovanna, anche io lo trovo interessante".
"Mh. Scusa, Collega Anziano, in che modo questa comunicazione mi avrebbe tirato su di morale? Non la capisco" "La sua collega è una sfigata" "Ah". Ho avuto due minuti di dubbio se addurre un mal di testa fulminante e tornarmene a casa, ma mi sa che non mi avrebbero creduto. E non è adulto andarsene via perché ti è stata detta una cosa così.
C'è da chiedersi quanto sia adulto VENIRMI A DIRE una cosa così, o quanto sia gentile nei miei confronti, o opportuno. Ma tant'è, se una dà aria alla bocca dicendo cazzate nessun problema, se invece una reagisce coerentemente fa la figura della pazza, dell'infantile o della maleducata (per giunta). E quindi sono rimasta lì, a cercare di non pensarci, a sperare che la serata finisse presto.
E oggi, invece di essere a divertirmi con un'Amica che vuole il mio bene e certe cazzate non me le dice e che non ci resterà male se ho preferito restare a casa ad autocommiserarmi, ma al massimo si dispiacerà di avere come amica una demente, sono a casa a piangere in pigiama. Perché il Perfido non mi ha mai amato, né mi ha mai voluto. Non si capisce perché si sia trattenuto tanto tempo, ma la conclusione è che da due mesi non ci sentiamo e non mi ha mai cercato.
Non c'è niente che io possa fare. Al massimo posso chiedere alle persone di non parlarmene, di non nominarmelo, ma il punto è che io proprio non riesco a superarla questa cosa. Non capisco perché. Forse perché non ho avuto tumori in famiglia, ho sofferto poco per cose serie e quindi le cazzate diventano insormontabili. O forse è che ho paura, non so di cosa. Di restare da sola tutta la vita e di non avere mai più nessuno. Beh, certo, se sto a casa a piangere è garantito. Ma oggi proprio non riesco a pensare ad altro.
Il Perfido, invece, sarà in montagna. Con una. O con gli amici a divertirsi.
Io comincio a temere che da questa cosa non me ne uscirò mai. E me ne accorgerò quando avrò 45 anni, tipo. Toh, sono passati 15 anni.
Solo che nonostante qualunque linea di ragionamento mi induca a dire che sarebbe meglio uscire oggi, non riesco proprio a togliermi il pigiama di dosso.
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