lunedì 26 marzo 2012

Che dire

Oggi mi ha preso la nostalgia.

Quale sarà il motivo? 

Il matrimonio a cui sono stata sabato, a cui ero stata palesemente invitata dallo sposo e non dalla sposa, che mi ha un tantino schifato tutto il tempo e manco c'è una foto a testimoniare la mia presenza lì? Ovviamente me ne fotte assai della foto, ma insomma, è indicativa della voglia della sposina a volermi in mezzo ai piedi. Ora, io capisco che l'ex di tuo marito, al tuo matrimonio, sia una figura difficile da gestire, ma presumo ne abbiate parlato prima della cerimonia, no? E allora dillo chiaro "non ti seccare, non ce la voglio in mezzo ai piedi", pace. Io mi risparmio 400 km e tu eviti un paio di sorrisi forzati e la fatica di scipparmi tuo marito non appena io mi ci avvicino (poco, per giunta). Tra l'altro, siimi grata: se non ci fossimo lasciati 10 anni fa, tu non ti goderesti il giorno più bello della tua vita. 

La settimana scorsa è stata stressante ed io sono un poco stanca. Dover fare lezione a 60 km da qui ed essere carina perché un corsista mi piace, preparata perché certo non posso tenervi 10 ore a blaterare solo della Costituzione, intelligente e acuta nelle risposte perché devo dimostrare a voi - ma soprattutto a me stessa - che un posto all'Università me lo merito e sarebbe pure ora, non è stato facile. Manco sentire stamattina la Prof la quale mi dice che dovrei trovarmi un posto di lavoro (giusto), "Come ti senti per questo concorso in magistratura?", eh fosse facile, e dopo tre ore "Cara, ho un convegno giovedì dall'altra parte della regione, potresti andare tu al posto mio che io non posso? Ah, l'argomento? Nulla a che vedere con la tua ricerca". Mh. Io ci posso pure andare, ma non dovevo cercarmi un'occupazione? E domani arrivano pure le bozze della monografia, a cui sarebbe opportuno dare un'occhiatina.

Il tipo del corso, bah. Se la fa con una corsista che gli mette firma, una arrogante di quelle che mi parlano di sopra ed io, in queste situazioni, tendo a battere in ritirata. Non mi tiro i capelli nell'arena con un'altra, mi chiamo fuori. Mi era sembrato di piacerti, ma non stai facendo un passo, pur avendo tutti i miei recapiti. Da che mondo è mondo, dovresti essere tu a cercarmi, io non posso, tesoro. Non voglio nemmeno correre il rischio che tu vada in giro a dire che ci provo o altre amenità, al massimo posso fare un passo dopo il tuo esame, quindi se ne parla a giugno, non prima. Il punto è: ma non ti piacevo? Pare di no.

Il Perfido non mi cerca. Beh, meno male, lo so. Però... "Giò, non è che torna?" "No, Amico belloccio, non penso che torni a questo giro, ma perché mi chiedi? Sai qualcosa che non so?" "No, no, è che..." "E' che...?" "Ho conosciuto delle tipe e mi hanno detto che lo conoscono e che lui sta facendo un po' il coglione in giro, il provolone, e quindi io ...". Non ho sentito oltre. Mi sono poi concentrata sui Tudor e su altro, però so di avere un neurone che ci pensa. Uno solo, sperduto come la particella di sodio dell'acqua Lete, ma so che un neurone ci pensa. E si sbatte la testa muri muri, ancora adesso. 

Chiamo l'analista, mi sa che è stato troppo ottimista quell'uomo. 





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