Domani, ossia fra tra ore, compio 33 anni.
Io lo so che ci penserò, ma non accadrà nulla. Non mi cercherà per dirmi buon compleanno.
Del resto, non me ne frega un cazzo degli auguri. Se uno vuole una scusa per sentire una persona, non aspetta che compia gli anni. Come, a fortiori, se uno ha una RAGIONE per cercare qualcuno, non ha motivo di attendere o di trovarsi lo scaciuni. Telefona e dice: "Ti devo parlare, ci prendiamo un caffè". Già l'anno scorso non diede segno, ed erano passate meno di tre settimane dall'ennesimo lasciarsi.
Io ovviamente non voglio gli auguri. E se non chiama per dirmi che si è reso conto di essere un coglione e che mi ama da morire, non ho motivo di sentirlo, sarebbe l'ennesima perdita di tempo. Solo che se una è confusa, è confusa, e non si rende conto di ciò che veramente desidera, di ciò che conta, non guarda oltre dopodomani.
Ma non vale la pena pensarci, o scrivere, o immalinconirsi, o farsi passare l'appetito, o non dormire, o ubriacarsi. Tutte cose che so tra stasera e domani notte accadranno, perfino più o meno in quest'ordine, forse con l'aggiunta di vomitare alla fine.
Dovrei fare come dicono i guru dai quali sono circondata. Proiettarmi nel futuro e non pensare più al passato.
Mh.
Mettiamola così, io cercherò di pensare al futuro. E domani penserò che se non mi sta cercando, in realtà, non mi interessa. Non sono gli auguri quelli che voglio.
E quello che voglio, lui non può darmelo.
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