Mi sa che stavolta, forse, è davvero finita.
Non ci sarà più il brivido di scaricare la posta elettronica, leggere il suo nome e cognome, immaginarsi una qualunque dichiarazione romantica che comprenda, come minimo, le due frasi "Scusa, sono stato un vero coglione" e "Ti amo", per poi invece leggere "Bando per 30 posti di vattelapesca in Nuova Zelanda" senza manco un ciao di accompagnamento, si ricominciava dal mio "Grazie" di risposta.
Quante volte l'ho scritto o detto o pensato che è finita? Meglio non pensarci.
Peccato queste mie uscite comiche involontarie: "Toh, la macchina del Perfido. A t'a spaccassi co' cric". "Buongiorno dottoressa" "Uh, cough cough, (sorrisino imbarazzato d'ordinanza), buongiorno professore". Eh vabbè, il professore di matematica finanziaria sa che un'assistente di quelle che fanno un diritto odia il proprietario della clio verdina.
Ora c'è una incombenza nuova.
Io mi sa che piaciucchio al tale della piscina e questo tale si è prenotato per sabato. E io già da adesso vedo che non ho voglia. Ma da qui a sabato immagino sarebbe sano farsi venire 'sta voglia di uscire di casa, con un ragazzo. L'analista penso mi ci accompagna all'appuntamento e mi ammanetta al tavolo.
Sarà pure finita, ma lo odio, lo odio sopra ogni cosa.
E mi sa che se c'è tutto 'sto odio...
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