martedì 24 maggio 2011

La vita ci penserà

Ridiamo molto insieme. E tu apprezzi la mia intelligenza, che però è mia. Mi piace che la apprezzi, come apprezzi anche l'ironia, ma sono cose mie, non tue. E resteranno mie, sempre.

Conosco le tue fragilità e tu conosci le mie. Nessuno è mai arrivato a sapere quello che ti sei preso con la forza, certo hai violato un paio di norme del codice penale, ma tant'è, forse questo è l'unico modo per spogliare del tutto una trentenne del 2011. 

Ti amo come non ho mai amato nessuno. Non posso dire che in futuro non mi ricapiterà, non lo so. So che fino ad adesso, per nessuno avevo mai provato quello che ho provato per te.

Sei come un bambino di cinque anni, imprigionato nel corpo di un quarantenne. Sei egoista, egocentrico, pretenzioso e cattivo come solo un bambino di quell'età può essere. Prendi senza mai dare, o dando poco, mentre i bambini danno molto, senza saperlo.

Non puoi chiedere a un bambino di cinque anni di innamorarsi, è un sentimento troppo grande, difficile e complicato da gestire. Poi  magari sbaglio e tra un anno ti innamori e ti sposi, vai a saperlo.

Però io so che ti avrei cresciuto, di quel bambino che c'è dentro di te io mi sono innamorata e ti avrei rassicurato tutta la vita, con l'elevatissimo rischio di ritrovarmi in futuro sola, senza te e magari con un figlio tuo da crescere.

Tu non hai voluto e a me dispiace. Ma alla fine ho la sensazione che a me, così, dopo molte incertezze, precariati affettivi e altri disastri (perché qui nessuno ci assicura che dietro l'angolo ci sia il principe azzurro), sia andata meglio, andrà meglio.

Se non torni è l'unico gesto di "amore" che puoi fare per me, lasciarmi libera di trovare un uomo che possa amarmi, cosa che tu non vuoi o non puoi o, visto che non ti hanno insegnato, non sai fare.

In parte ci spero ancora, ma so che è meglio così.

La vita farà per me.

E anche per te.



Nessun commento:

Posta un commento