In cui sei triste.
In cui vedi poca gente, il tale della ditta dei tagliandi per il posteggio, manco il bibliotecario del tuo piano ci sta che oggi non fa rientro, tua madre e tuo padre a cena che manco ti avevano invitato, ma tu ti aggiungi che dopo 32 anni non abbiamo bisogno di inviti formali (quasi).
In cui alle 19 ti viene ingiustificatamente da piangere mentre sei a Giurisprudenza, così, tra un articolo 81 della Costituzione e un Patto di Stabilità e Crescita.
E lo sai che è meglio adesso. Ti è balenata l'idea "adesso gli chiamo". Mh, geniale proprio e poi che gli dici? "Ciao, sto di merda, mi manchi. Ah, in effetti a pensarci bene stavo parecchio di merda pure con te, quindi non sono proprio convintissima di questa chiamata". E allora che cazzo chiami a fare, direbbe lui, giustamente. Quindi, onde evitare di permettergli un'osservazione intelligente di tal fatta, ho lasciato perdere.
Il milanese dice "mah, guarda, devi stare bene con te stessa, prima di tutto vieni sempre tu, certo è un percorso, diomio mi sembra di essere un guru quando parlo così, però tu devi lavorare su te stessa, e lo so che non è facile, e finiscila di dire che non sei capace".
Io vorrei proprio sapere se tutti 'sto cazzo di percorso lo hanno fatto. E come hanno fatto e come sono stati. Secondo me non lo hanno fatto, la vita li ha travolti. Io vorrei essere travolta e probabilmente lo sono stata. Dal Perfido, solo che più che un travolgimento è stato un investimento da parte di un tir e adesso sono qui con le ossa rotte e le ferite ancora un pochino aperte.
Io oggi sto di schifo, percorso o non percorso. Magari domani starò un po' meglio o un po' peggio.
E' soltanto passato ancora troppo poco tempo. Abituati a questa idea, ci vuole tempo. E non farti prendere dall'ansia, ci vorrà tutto il tempo che ci vorrà.
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