Cominciamo dalle cose che stupidamente reputi secondarie e tali non sono.
Hai rotto i COGLIONI. A tutti. Non c'è parente, amico, amica, ex (purtroppo) amante, conoscente, commerciante, collega, capo, analista che non ti abbia sentito parlare e/o piangere del Perfido. Basta. Quella poveretta dell'Amica Storica non ce la fa più e ha ragione. Ci siamo tutti stancati, io per prima. Ergo, questi sfoghi, se non vuoi impazzire, scrivili qui nel blog o nel blocco che tieni nel cassetto. Limitati all'analista che è pagato per questo, in parte. Ma non insistere o appesantisci ciò che di bello hai costruito.
La cosa principale è nota. Non è innamorato di te. Non lo è. Fattene una ragione e piantalo. Devi decidere tu, perché per lui potreste andare avanti chissà quanto. Invece non è sufficiente. Non dico di meritare di più, io ho solo bisogno di sentirmi amata e lui non riesce a farlo.
Ormai, tra l'altro, lo conosci. E' pure vile e meschino, come ben scrisse chi sta a Londra. Fa le piccole ripicche. Tutto questo weekend è stata una gigantesca ripicca. L'ultima però mi ha schifato, perché si è rivelato anche stupidotto. Io non so se il mio analista abbia ragione e non ho manco capito bene tutto il discorso di lunedì. Oltre all'investimento affettivo, "è lei che gli presta le qualità che ritiene lui abbia da solo. Lui non le ha. E' lei che gliele presta".
Forse sì. Forse non è così incredibilmente intelligente. Se lo fosse stato, oggi se la sarebbe gestita meglio.
Finché, però, resterete insieme, della coppia, il personaggio triste sono io. Lui ne esce bene, è il personaggio sperto. Io sono triste, da fuori e anche dal di dentro.
Se invece lo molli, la tristezza rimane nelle mani di chi triste ha motivi per esserlo. E lo sai che non sei tu, dei due. Perché hai tutta questa paura? Lui dovrebbe averla. E infatti, non appena sente che tu sei sul punto di mollarlo, ti convince a restare, per quanto poco ti dia.
Perché lui lo sa, a chi resta solo la tristezza fra le mani.
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