lunedì 27 febbraio 2012

E' normale pigli così

E' proprio inspiegabile come mai ogni tanto mi pigli così male, ma così male. Poi ovvio che combino cazzate, piccole ormai, per carità, ma niente che migliori il mio umore.

Sono entrata nel facebook dell'Amica Cazzona per andarmi a vedere le foto. Mh. C'è lui sulla neve. "Minchia, con la tendenza ad ingrassare che ha, sembrerà l'omino della Michelin. E poi hai sentito dei turisti bloccati? Pensa che potevi essere fra di loro, con lui incazzato nero che doveva salvare i destini del mondo dal lavoro e invece si trovava fermo in montagna, con te. Invece di pensare a trombare, te l'avrebbe perfino fatto pesare". Tutto vero.

Io però sto qui a chiedermi "ma a lui io non manco?". No, evidentemente. O non abbastanza da voler stare con me. Non abbastanza da fare un passo verso di me. E, appunto, la sua vita va avanti, va in montagna, avrà già un'altra, un copione noto ai più, ormai, sarà il terzo giro. Io niente di tutto questo, solo che a me di andare in montagna me ne frega poco e non mi interessa trovarmi il primo tontolone che passa per strada. 

E devo abituarmi, perché dopo una cosa come questa, resterò sola, a lungo. 

Abituarmi anche a momenti come questi, che poi passano. 

Quando?

giovedì 23 febbraio 2012

Non ne fanno più così

Io: "Scusi, Professore..."

Prof. di diritto civile, al cui cospetto ancora mi tremano le gambe, sto per farmi la pipì addosso e dire che mi sono laureata 8 anni fa, in qualche modo superai anche gli esami con lei e, da allora, lavoro con una Prof non esattamente tonta o "facile". 

C'è il problema che io il diritto civile proprio non lo capisco. Se lo capisco, capita talvolta, allora non me ne frega niente. E il corso che sto seguendo è un po' carente, proprio in questa materia. Quindi io, che sono furbissima, che penso? Di seguire di nuovo lei, che più di dieci anni fa ci aveva visto giusto e faceva quelle lezioni in maniera tale che veniva la curiosità di sapere come andava a finire. A parte lo spasso degli insulti ai giudici che non hanno la più pallida idea di cosa stiano scrivendo e i "questo non lo scrivete in un tema per magistratura, che tanto non vi capiscono". Apposto. E mi dimostrò che le crisi di panico esistono, dandomi così modo di sgamare quegli studenti che dicono di avercene una in mia presenza (tzè, pivellini).

Prof: "Sì, mi dica"

Io: "Forse la disturbo, magari preferisce che io venga al ricevimento?"

Prof: "No, non si preoccupi, mi dica, ma faccia presto"

Io: " Ecco, Prof, lei non si ricorderà di me, ho fatto esami tanti anni fa"

Prof: "Io invece penso proprio di ricordarmi di lei. Si chiama xxx, giusto?"

Ora, io dico. Non si ricorda di me per il mio esame fantasmagorico, anzi, feci scena muta. Né recuperai in maniera particolarmente brillante. Si ricorda di me per una serie di coincidenze e perché non è un uomo normale, dall'intelligenza normale. 

Però, per qualche motivo, questa cosa mi ha emozionato.


lunedì 6 febbraio 2012

Non sai a cosa vai incontro

Orsacchiotto: "Sì sì, ci vedremo, verrò più spesso in città, vorrei conoscerti meglio"

Io: "Ah. Beh ok"

Orsacchiotto: "Non spaventarti, eh"

[No no, io mica mi spavento per me, caro il mio orsacchiotto conosciuto in piscina. Io mi preoccupo per te. Io ho brutalizzato praticamente tutti i ragazzi con cui ho avuto a che fare, tranne uno, che invece ha polverizzato me, ma questo è un altro discorso che non è il caso di intraprendere. 

Ora io ho più di 30 anni e, più o meno, mi conosco. E so che io e te potremo prenderci litri di birre e vino insieme, potremo parlare di New York fino allo sfinimento, potremo guardare centinaia di film. 

Ma so già che non avrò voglia di venire a letto con te, il che impedisce qualunque altro sviluppo, su questo non ho mai sbagliato fino ad adesso. Io posso pure vederla l'anima, ma prima di tutto devo avere voglia di toglierti (e togliermi) i jeans. E questa voglia non passa attraverso l'anima, che sarà pure bellissima. Segue altre vie, che io so riconoscere. Qualche scopata mal riuscita prima di diventare l'ameba che sono adesso mi ha chiarito parecchio le idee. Se una fa esperienza, almeno ne fa tesoro, no?

Se mai finiremo a letto insieme (cosa che mi sento di escludere), sarà una mia resa momentanea o i due giorni di ovulazione. E dovrò scusarmi con te l'indomani, facendoti lo squallidissimo discorso che è stato un errore, un momento di debolezza e blabla, quindi eviterò proprio di venire a letto con te.

Però, se sei comunque interessato, possiamo diventare amici, mi stai simpatico. Ma non ti illudere, io le papalate che dice la mia Compagna di Banco sul "prova, vedi, non si sa mai, da cosa nasce cosa" "ma cosa dovrebbe nascere da 0 attrazione, scusa? Sempre 0 fa" non me le bevo proprio].

Io: "Figurati"

sabato 4 febbraio 2012

Non è il Perfido

Meglio.

Che il tipo della piscina non sia il Perfido può solo deporre bene. E poi è simpatico, c'è spazio per un amico in più.

venerdì 3 febbraio 2012

Lei dorme troppo

"Sì, dottore, lo so che dormo troppo"

"Eh. E non va bene, Giovanna. Lei può dare la colpa al Parlamento, al Governo, alla mia generazione e a quella che mi ha preceduto, alla disoccupazione eccetera. Ma lei dorme, troppo. E non ha diritto, una che dorme così, anche se triste, di dire che lavoro non ce n'è. Cambi mentalità. No, no, no, no. Dice sempre no. Si alzi la mattina, intanto. E poi cambi approccio".

Minchia, non so cosa sia più difficile, però torto torto non ne ha.

Alzandomi presto la mattina studierei il doppio. E se questo tentativo è velleitario, alzandomi intanto lo diventerebbe di meno e poi accumulerei preparazione per il prossimo concorso, oltre al fatto che quando mi restituiscono la beneamata monografia dovrei correggerla in tempi rapidi e non posso permettermi di fare solo una cosa, con la disoccupazione - appunto - che c'è in giro.

Secondo "problema".

Ho visto i fuochi da sola. Gli altri due anni (due, non dieci, eh) qui c'era il Perfido, per un motivo o per un altro, i fuochi se li vedeva comodamente da casa mia, mica nella bolgia. Anche se la battuta dell'Amica Storica dell'altra volta mi ha messo di buon umore "Miodio, io lo so che finirò a farvi da testimone. Sì, sì, testimonio, testimonio. Poi ti difendo nella causa di divorzio, però, ma intanto testimonio", oggi non ho potuto non pensarci (tzè, come se avessi bisogno di un episodio, per pensarci). Forse ci ha pensato pure lui. Io direi di ripensare anche all'indomani, quando mi mollò a casa per tutta la sera perché preferì uscire con la collega triste, vedere con lei il film che avrei voluto vedere io, vedere la Vara che avrei voluto vedere io e, toh, ricordarsi della mia esistenza solo all'una di notte passata.

Mettiamola così. Non ha funzionato.

Adesso mi piglia ogni tanto il dubbio che sia stata colpa mia, che lo abbia sovraccaricato troppo, che sia stata troppo pesante. Poi penso alla volta che gli ho chiesto se potevamo stare insieme via mail e lui ha risposto di no. O a quella volta dopo essere stati a letto insieme e ha detto no. O a quando tornato da Roma gli ho chiesto se era innamorato di me e lui ha risposto "non lo so", dopo diversi lunghi minuti di silenzio.

E quindi, Giovanna, non è colpa di nessuno. E' colpa della cosa in sé, che non ha funzionato. Terza persona singolare. Con l'ex dolcissimo, innamoratissimo, bravo in cucina e con i bambini, la cosa funzionava più che bene, ma poi è finito l'amore. Ed eventualmente è su quella storia che c'è da schiantarsi la testa muri muri, perché qui con il Perfido amore non ce n'è mai stato, quindi non può finire una cosa che manco è iniziata, se non unilateralmente. Con l'ex perfetto l'amore c'era da ambo i lati, cosa poi sia accaduto non è dato sapere, ma è passato troppo tempo, lui è felicemente fidanzato con un'altra e quando vedo le loro foto su fb sono contenta per lui che se la merita, e contenta per me, perché la sua aria innamorata da pesce lesso mi dà sui  nervi (atteggiamento che conferma che, anche con l'ex perfetto, ho fatto la scelta giusta). Con l'ex emigrato a Londra funzionava così così, poi lui ti mollò e te ne sei fatta una ragione. 

Quelli di prima o dopo non me li ricordo e manco contano tanto, principalmente c'è gente che ho brutalizzato o con cui mi sarei dovuta soltanto divertire, ma io che ho un po' di gusto per il melodramma, finivo per piagnucolare.

Il futuro mi spaventa. Eh. E che ci possiamo fare. Stando a letto, però, non cambia molto. 

Alla fine, anche l'operaio dirimpettaio oggi ha fatto filosofia. "Scusa, tu e Marco vi alzate alle 4.30 del mattino del 4 febbraio per andare a fare pesca subacquea??? Ma siete malati" "E' che quando c'è una passione, Giovanna, non lo senti il sacrificio" "Ma siete solo voi due?" "No, siamo in tre, io, la mia disperazione e Marco" "Ah, ecco".

Devo appassionarmi al diritto civile. 

(Ah ah, lo so cosa stai per dire, ma stavolta sei fregata). 

O alla prospettiva del lavoro da magistrato.