
"Stasera quindi sei con i colleghi"
"No, siamo rimasti solo io e la Triste dell'Ufficio, quindi ho un tête-à-tête con lei"
"Ah, ottimo, fate i fidanzatini"
"No, dai, non dirmi che sei gelosa della Triste, non è proprio possibile. Non solo è bruttina, è proprio Triste, la conosci"
"No, figurati, del resto, perché dovrei. Tu sei un uomo, lei una donna, teoricamente entrambi eterosessuali, perché dovrei?"
"Ma smettila. E poi noi ci siamo visti ieri sera, l'altro ieri, il giorno prima eccetera e non puoi dire che ci vediamo poco eccetera e io con le altre non ho certo il rapporto che ho con te eccetera e infatti dici "ci mancherebbe altro" e domattina cosa fai".
Ok, è vero, lo vedo spesso. E quando lo vedo sto bene. Ma per il resto, stiamo riprendendo la china di maggio.
Poi, boh, sarò morbosa o invadente o invasiva o rompicoglioni. O tutto insieme. O solo innamorata. Ma io vorrei stare con lui, il più possibile. Lui no. La risposta la conosco. E non dovrei stare lì a macinarmi il cervello sul perché, per come, l'infanzia difficile eccheppalle non sei cresciuto in orfanotrofio.
Dovrei fare come dice il mio Prof. Uscire, scoparmene uno qualunque (quasi), registrare la scopata e fargliela sentire e/o vedere. E poi mandarlo definitivamente a quel paese.
Cosa che purtroppo io non ho il fegato di fare, capace stasera mi resto a casa a scrivere la monografia, ossia tre righe, di 'sto passo la finirò nel 2020, altro che fine del mondo del 2012. Mentre lui è in giro con la Triste dell'Ufficio. Preferisce uscire con la Triste piuttosto che con me. Minchia, come sono caduta in basso.
Quando avevo 20 anni, forse sbagliavo. Ma in una situazione tipo questa, le alternative sarebbero state diverse, tutte ben più divertenti della monografia.
1. Uscire con uno nuovo e baciarlo/se già abbastanza in confidenza scoparmelo. Senza poi farlo sapere che sono sempre stata per il minor dolore. Ma vuoi mettere una come si sente meglio l'indomani?
2. Perlustrare la città con l'Amica Cazzona fino a trovare il tale e fargli una piazzata che a Napoli impallidivano. Altro che vajassa in Parlamento.
3. Perlustrare la città con l'Amica Cazzona e trovare il mezzo di trasporto del tale. Indi, infilare chewing gum masticati nelle serrature delle portiere. Tanto per cominciare (fatto per davvero in passato, eh, mica scherzo).
4. La "meno" dannifica, uscire con le amiche e ubriacarmi. Andare in discoteca con mio cugino e ubriacarmi. Recuperare un qualunque vecchio amico dalla rubrica, uscire e ubriacarmi. Insomma, ci siamo capiti.
Cos'è accaduto dai 20 anni ad adesso? Com'è che mi trovo così triste, impaurita, senza dignità e senza coraggio? E' l'educazione, il lavoro, il controllo sociale ad aver provocato tutto questo? Lavorare all'Università mi ha addomesticato ad ingoiare rospi e sopportare la precarietà al punto da applicare questi schemi anche alla vita privata? O sono le pressioni della famiglia e più o meno della società perché io debba avere un uomo, uno qualunque, anche una cagata come questa, per sentirmi a posto? A chi posso dare la colpa di questa mia deprimente deriva?
Oggi dicevo alla Piccola del Gruppo "senti, io penso che se ci riuscissimo sarebbe una gran cosa. Spostiamo l'asse dall'uomo che ci fa soffrire su di noi, sulla monografia, sul lavoro, sulla piscina, su una qualunque cosa. Ma su di noi sarebbe l'ideale. Io mi trovo parecchio più simpatica del Perfido, eppure penso molto più a lui che a me".
E' che se pensassi più a me, non vorrei vederlo manco dipinto. Manco da lontano. E manco inginocchiato con una pietra di valore in mano.
Non capisco proprio perché io mi stia buttando via così. Lucidamente so tutto e sono convinta delle cose che so, le penso davvero, non le dico alle amiche per posa. O allo psicologo, che ogni volta assume uno sguardo più torvo e incuriosito.
Conosco il mio valore. Ho saputo costruire, talvolta distruggere e poi ricostruire dei rapporti di amicizia da suscitare invidia. Ho saputo conquistare la fiducia di due professori universitari, che mi scrivono tesoro nelle email. L'unica persona con cui non riesco a costruire niente è l'uomo di cui sono innamorata. Ma se non lo è lui, che cosa cazzo insisto ancora??? Non lo so.
Io so però che anche se sono con le lacrime agli occhi, va bene. Perché se continua così, io non reggo più, e tra poco ci diamo un taglio.
Quindi, complessivamente, c'è da festeggiare.