domenica 9 gennaio 2011

Resistere, resistere, resistere

La domenica io la abolirei. E' un incubo. Sarà che "lavorando" (ahahah) all'Università, non vivo la persecuzione del cartellino, ma davvero, aveva ragione Leopardi. Meglio il sabato tutta la vita.

Ieri è stato il giorno in cui il Perfido si è accorto che non mi faccio viva da una settimana.

"Toh, guarda, sarà mica morta? Eh, perché, si sa che la ragazza è me-centrica, quindi per non rispondere deve esserle successo qualcosa di grave. PER FORZA". Il fatto che io mi sia semplicemente rotta i coglioni di essere considerata una tetragona insulsa presenza qualunque cattiveria, qualunque piccola angheria la sua testolina partorisse ai miei danni non lo ha nemmeno sfiorato. Quando si dice essere egocentrici.

Oggi abbiamo invece il giorno dell'orgoglio(ne) ferito. Nessun segno. Avrà immaginato che è solo una tattica, si starà fregando le mani pensando "tanto dopodomani sono di nuovo in città, figurati se non la rivedo e me la ripiglio quando voglio". Eh no, tesoro. Non si può avere tutto. Il Messico, la fidanzatina innamorata dieci anni più giovane, ti prendo-ti mollo-ti riprendo-ti rimollo-più no che sì-quasi quasi sì ad libitum (libitum suo, ovvio).

Au, io sono S-T-A-N-C-A. Ho dovuto pure traslocare pur di togliermiti dalle palle.

Adesso si tratta di resistere al canto delle sirene. Ovvio che per un po' gli farà strano non avermi in mezzo ai piedi, arriverà a pensare chissà quali stronzate. E me le verrà pure a dire, capace.

Resistere, resistere, resistere.

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