sabato 15 gennaio 2011

E' cervellotico

Prima o poi non ce la farò più, mi stancherò. 

Mi sveglio la mattina con il solito pensiero ossessivo. "Guardi, è normale" "Dottore, sa perché io stamattina sono venuta tardi da lei? Per accendere il pc e controllare la posta elettronica, ben sapendo che non avrei trovato nulla" "Mh. Questo sì che è ossessivo". Grazie. 31 anni con un padre psichiatra in casa qualcosina conteranno pure.

Io non posso disperarmi o stare male o perdere altro tempo su un uomo che non è interessato a me. Non abbastanza. Uno che mi ha detto 51 no, 49 sì. Uno che alla domanda "ma almeno stai riflettendo sul perché NON sei innamorato di me, perché non lo sei di me o perché non sei in grado tu" mi dice "sì sì, sto pensandoci" invece di dirmi che sono pazza, che sarebbe meglio finirla e ammettere che è innamorato di me (e vissero felici e contenti). 

Tra avere uno così e niente è meglio NIENTE. Il punto è convincersene. Non credo più nemmeno sia una scusa per non pensare al concorso che non vincerò, né avere una ragione per non combattere con la monografia. Siamo proprio ai limiti dell'ossessione clinica. 

E non è colpa tua. Finiamola. Siamo qui perché lui ha voluto tutto questo. Non hai deciso tu di andartene per 20 giorni in Messico e festeggiare qualunque cosa oltreoceano. La differenza tra te e lui è che tu hai avuto le palle di prendere l'unica decisione che poteva discendere da una scelta così, non quella specie di cosa democristiana nella quale lui ovviamente ci stava reinfilando, tagliata nuovamente apposta su di  lui, rispondente alle sue esigenze. Comoda per lui, ma non per te. I finti ziti potete farli giusto 4 giorni prima di Natale. Al rientro, ti avrebbe scassato la minchia all'infinito con la faccenda dei finti ziti. E a te, sarebbe andata bene? No. 

Vediamo di uscire dal gorgo. 

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