giovedì 20 gennaio 2011

O tempora, o mores

L'ex fidanzato della cantante Adele le ha chiesto soldi, perché avendole inflitto un pacco di sofferenze le ha messo in moto il processo creativo che le permesso di scrivere quelle canzoni e diventare miliardaria.

Il Perfido, l'uomo più anaffettivo del pianeta, ha scoperto una vena altruistica. Ho la sensazione stia facendo volontariato in un ricovero cittadino della Caritas presso cui vengono sistemate principalmente le ex prostitute.

"Scusami, cara, stasera non posso, vado dalle squillo pentite a portar loro conforto. Tu tranquillina a casa, mi raccomando eh, e non scrivere email in giro che mi incazzo".

Meno male che ne sono uscita in tempo.

domenica 16 gennaio 2011

C'era qualcosa nel testo...

Adele - Rolling in the deep
There’s a fire starting in my heart 
Reaching a fever pitch, it’s bringing me out the dark 
Finally I can see you crystal clear 
Go head and sell me out and I'll lay your shit bare 
See how I leave with every piece of you 
Don’t underestimate the things that I will do 
There’s a fire starting in my heart 
Reaching a fever pitch 
And its bring me out the dark 
The scars of your love remind me of us 
They keep me thinking that we almost had it all 
The scars of your love they leave me breathless 
I can’t help feeling 
We could have had it all 
Rolling in the deep 
You had my heart and soul 
And you played it 
To the beat 
Baby I have no story to be told 
But I’ve heard one of you 
And I’m gonna make your head burn 
Think of me in the depths of your despair 
Making a home down there 
It Reminds you of the home we shared 
The scars of your love remind me of us 
They keep me thinking that we almost had it all 
The scars of your love they leave me breathless 
I can’t help feeling 
We could have had it all 
Rolling in the deep 
You had my heart and soul 
And you played it 
To the beat 
Throw your soul through every open door 
Count your blessings to find what you look for 
Turned my sorrow into treasured gold 
You pay me back in kind and reap just what you sow 
We could have had it all 
We could have had it all 
It all, it all it all, 
We could have had it all 
Rolling in the deep 
You had my heart and soul 
And you played it 
To the beat
 

sabato 15 gennaio 2011

E' cervellotico

Prima o poi non ce la farò più, mi stancherò. 

Mi sveglio la mattina con il solito pensiero ossessivo. "Guardi, è normale" "Dottore, sa perché io stamattina sono venuta tardi da lei? Per accendere il pc e controllare la posta elettronica, ben sapendo che non avrei trovato nulla" "Mh. Questo sì che è ossessivo". Grazie. 31 anni con un padre psichiatra in casa qualcosina conteranno pure.

Io non posso disperarmi o stare male o perdere altro tempo su un uomo che non è interessato a me. Non abbastanza. Uno che mi ha detto 51 no, 49 sì. Uno che alla domanda "ma almeno stai riflettendo sul perché NON sei innamorato di me, perché non lo sei di me o perché non sei in grado tu" mi dice "sì sì, sto pensandoci" invece di dirmi che sono pazza, che sarebbe meglio finirla e ammettere che è innamorato di me (e vissero felici e contenti). 

Tra avere uno così e niente è meglio NIENTE. Il punto è convincersene. Non credo più nemmeno sia una scusa per non pensare al concorso che non vincerò, né avere una ragione per non combattere con la monografia. Siamo proprio ai limiti dell'ossessione clinica. 

E non è colpa tua. Finiamola. Siamo qui perché lui ha voluto tutto questo. Non hai deciso tu di andartene per 20 giorni in Messico e festeggiare qualunque cosa oltreoceano. La differenza tra te e lui è che tu hai avuto le palle di prendere l'unica decisione che poteva discendere da una scelta così, non quella specie di cosa democristiana nella quale lui ovviamente ci stava reinfilando, tagliata nuovamente apposta su di  lui, rispondente alle sue esigenze. Comoda per lui, ma non per te. I finti ziti potete farli giusto 4 giorni prima di Natale. Al rientro, ti avrebbe scassato la minchia all'infinito con la faccenda dei finti ziti. E a te, sarebbe andata bene? No. 

Vediamo di uscire dal gorgo. 

mercoledì 12 gennaio 2011

Giornata di merda

Dopo una giornata così, viene quasi da dire "beh, meno male che sia stata tanto di merda, domani non potrà che essere migliore".

Non prendiamoci poi tanto per il culo. Dei commenti caustici di mia Nonna su quanto sia triste essere single a 31 anni e "tu, poverina, sola sul divano al freddo a guardare di sera la televisione" (no, Nonna, scrivo anche al pc sul divano blabla e ho la pompa di calore, quindi non fa più tutto questo freddo. Ogni tanto esco pure e spesso passano le mie amiche a trovarmi, quindi non è poi così uno schifo), dell'aggressività verbale di mio Zio su quanto sia orrendo il sistema universitario italiano e su "come tu abbia potuto impelagarti in un mondo tanto di merda dove non troverai MAI spazio io davvero non lo so" (sai caro Zietto, da quando sono nata la qui presente  tua madre, alla quale sei legato da un mai risolto complesso edipico e - lasciatelo dire - a 61 anni sei combinato parecchio male, comunque dicevo, da quando sono nata, me la mena con la carriera scientifica. Intorno ai 7 anni presi coraggio e chiesi a mia mamma cosa fosse questa cosa scientifica su cui Nonna si era tanto fissata. "Significa lavorare all'Università". Ah. Non che sia tutta colpa sua, però certo qui nessuno mi ha mai scoraggiato, tipo) non me ne frega poi molto.

E' semplicemente tornato il Perfido in città. Lo so che sto adottando la tattica migliore, qualunque sia l'obiettivo è meglio così. Ma so già, lo so, che farà di tutto per farmi stare male. Lo sta già facendo. Io certo lo sto pure aiutando. 

Spero sia solo oggi il D-day. 

Da domani, si torna con lo spirito di ieri. 

E poi, come dice l'Amica Storica, è davvero una brutta persona e comincio a vederlo anche io così. 

Di una brutta persona, cosa ce ne facciamo?

domenica 9 gennaio 2011

Resistere, resistere, resistere

La domenica io la abolirei. E' un incubo. Sarà che "lavorando" (ahahah) all'Università, non vivo la persecuzione del cartellino, ma davvero, aveva ragione Leopardi. Meglio il sabato tutta la vita.

Ieri è stato il giorno in cui il Perfido si è accorto che non mi faccio viva da una settimana.

"Toh, guarda, sarà mica morta? Eh, perché, si sa che la ragazza è me-centrica, quindi per non rispondere deve esserle successo qualcosa di grave. PER FORZA". Il fatto che io mi sia semplicemente rotta i coglioni di essere considerata una tetragona insulsa presenza qualunque cattiveria, qualunque piccola angheria la sua testolina partorisse ai miei danni non lo ha nemmeno sfiorato. Quando si dice essere egocentrici.

Oggi abbiamo invece il giorno dell'orgoglio(ne) ferito. Nessun segno. Avrà immaginato che è solo una tattica, si starà fregando le mani pensando "tanto dopodomani sono di nuovo in città, figurati se non la rivedo e me la ripiglio quando voglio". Eh no, tesoro. Non si può avere tutto. Il Messico, la fidanzatina innamorata dieci anni più giovane, ti prendo-ti mollo-ti riprendo-ti rimollo-più no che sì-quasi quasi sì ad libitum (libitum suo, ovvio).

Au, io sono S-T-A-N-C-A. Ho dovuto pure traslocare pur di togliermiti dalle palle.

Adesso si tratta di resistere al canto delle sirene. Ovvio che per un po' gli farà strano non avermi in mezzo ai piedi, arriverà a pensare chissà quali stronzate. E me le verrà pure a dire, capace.

Resistere, resistere, resistere.

sabato 8 gennaio 2011

Mica ci respiri

Racconti di vita vissuta tra trentenni e quasi trentenni. Argomento: il maschio e la strenua resistenza al preservativo.

Decisa?: "Ah, guarda, io ne ho le palle piene di 'sti continui problemi, fossero tutti almeno dei superdotati, invece li vedi lì con il loro pipino a far paranoie, mi stringe, mi dà fastidio"

Amica Storica: " Sì, infatti, tutti lì a dire che li soffoca"

Sorellina dell'Amica Storica: "Che poi insomma... una gli dovrebbe dire mica ci RESPIRI con quello!!!"

Non fa una piega.

Il problema è che nel 95% dei casi ci RAGIONANO.

giovedì 6 gennaio 2011