venerdì 29 luglio 2011

Lamentiamoci un po', dai

La monografia, quando la finirò, farò una tale festa che mi sentiranno fino a Tokio, Fukushima compresa. Ovviamente mi sembra di scrivere minchiate colossali, ma io settimana prossima consegno, cascasse il mondo, non ce la faccio più. Il Collega anziano riesce a stare davanti al pc trenta ore di filato, a me sembra di impazzire. 

La cosa che mi spaventa, in parte, è  il dopo. Dovermi organizzare il tempo libero. Dico, amici non ne mancano, però quanto odio ferragosto, il mese di agosto, l'estate in città , non se ne ha un'idea. 

E poi l'immobilismo. La sensazione che sia tutto fermo, che nulla cambierà. La noia, che è quella che mi fa sbloccare ogni tanto il Perfido sul msn, quando capace lui ha un'altra, chi lo sa, non lo vedo da fine aprile ormai e ci siamo mollati 4 mesi fa, quasi il tempo medio di elaborazione di un lutto.

E la sensazione, autoindotta, che tutto congiuri perché lui torni. Non riesco a spiegarla, ma almeno so che mi autosuggestiono.

Bene, dette un paio di minchiate anche qui, torno a quelle giuridiche, con note a piè di pagina. Se domani produco, di sera - anche sola, anzi meglio - vado al cinema a vedere Harry Potter. Giuro. 

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