lunedì 14 marzo 2011

Non è destino


Io ho bisogno di stabilità.

Peccato essere nata nella generazione del precariato.

Ho un lavoro precario, non riesco ancora nemmeno a definirlo lavoro.

L'uomo, tzè, meglio non parlarne.

Io anelo alla stabilità. Poi magari se arriva mi scasso pure le palle e mi lamento, dicendo che ci vorrebbe un po' di sana incertezza eccetera, ma per adesso vorrei tanto un po' di sane "finte" certezze, in amore e nel lavoro.

E cosa succede? Urano (che indica le rotture, i cambiamenti, gli sconvolgimenti netti) mi arriva nel segno e non si toglie per SETTE ANNI.

Meglio se mi fidanzo con lui, almeno Urano è garantito per sette anni.

giovedì 10 marzo 2011

Siamo alle solite

"Ma per passare al Perfido VI dobbiamo per forza piantarci traumaticamente? Non possiamo inventarci, che so, un paio di giorni di sospensione?"

"No, dobbiamo mollarci traumaticamente".

E invece no, caro mio. Prendiamoci la sospensione. Nel senso che io non risponderò quando oggi chiamerai. E vedrò di resistere il più a lungo senza cercarti. Volevi la sospensione? Eccotela. 

Del resto, non ho molta voglia di vederti o sentirti. Non so se perché ci sono rimasta male quando ieri sul portone mi hai detto di non tirare troppo la corda con le coccole (siamo al non plus ultra, quasi mollata perché sono troppo dolce) o perché sto assecondando il tuo ammaestramento alla "non fidanzata perfetta". Io e il cane di Gigi abbiamo goduto di un periodo di addestramento. Lui al "sitz" si siede, io al "pausa" mi alieno. Questo sì che mi fa incazzare. 

Nel frattempo, dovrò fare un piccolo sforzo. O restare a casa e PRODURRE, però. Così lunedì potrò presentare alla Prof un paragrafo in più e sarò soddisfatta. Oppure uscire. Non restare qui a dirmi che senza di te non trovo niente da fare nel weekend. Il problema è il niente. Posso anche restare a casa, ma non facendo zapping guardando la televisione con il bicchiere di vino sempre mezzo pieno. 

Posso leggere, fare la ciclette in terrazza, guardare un film. E, se ho voglia di gente, uscire. Tutto mi manca, ma di sicuro non le persone. E smetterla con la menata non voglio imporre la mia presenza. Fottitene, imponiti. 

Il punto è uno, il solito, comunque. Quest'uomo è fatto così. Periodicamente scalcia. Io ovviamente sto sempre meglio, reagisco in maniera sempre meno drammatica. Lo conosco, ho un anno e mezzo di questa rottura di balle alle spalle e due mesi di analisi. 

Non è un uomo con cui si possa costruire alcunché. Io reggo in qualche modo. Ma figli non ne può proprio avere, a meno che io non mi accolli il serio rischio di doverli crescere da sola. E crescere uno o due infelici, perché con un padre così, cosa vuoi che cresca su? E quanta fatica dovrei fare?

Una potrebbe dire, ok rinuncio. Ti amo tanto da rinunciare. Mi fai stare tanto bene che rinuncio alla prospettiva di una relazione "normale" con un altro uomo, di una famiglia, di bambini in giro per casa. 

Ma lui non mi fa stare tanto bene. Quando gli gira che vuole la sospensione, io non sto bene. Non capisco perché anche stavolta intendo sottopormi a questa tortura, laddove non sto più tanto male, o forse proprio per questo.

E' un problema di autostima, dice lo psico. Eh sì, mi sa. E di paura, aggiungo io. Il Perfido è la mia copertina di Linus. E' il potermi dire "Non è che io sia sola, io ho una relazione difficile con un uomo e sto cercando di farla andare bene". Tutte stronzate. Dovrei avere il fegato di dire "Sono sola, sono diventata questa senza neanche accorgermene. Non mi piace stare così, non mi piace non avere un uomo, ma preferisco l'onestà e la libertà alla mortificazione e alla frustrazione che discendono da una relazione insoddisfacente". 

E poi dico, ok. Il sesso sta andando particolarmente bene. Ci sono anche molte coccole. Del sesso, forse, sentiresti un po' la mancanza. Ma delle coccole, quando pensi che per lui sono un sacrificio, ne avresti nostalgia? A 20 anni, quando eri lucida, arrogante e presuntuosa, ma LUCIDA  e NON TERRORIZZATA, avresti anche solo lontanamente tollerato l'idea che, per la persona con cui stai, abbracciarti fosse un peso?

No.